Per decenni, i loro nomi erano scomparsi dagli scaffali delle librerie e dai programmi scolastici. Alba De Cèspedes, Fausta Cialente, Elsa De Giorgi, Livia De Stefani – donne di lettere che nel Novecento avevano conquistato il pubblico e la critica – sembravano destinate all’oblio. Eppure oggi le loro voci tornano a risuonare, riscoperte da una nuova generazione di lettrici, lettori e scrittrici. Un vero e proprio revival della narrativa femminile italiana del secolo scorso, che segna una svolta nel modo di leggere e interpretare la nostra tradizione letteraria.

E sull’onda di questa riscoperta Elisabetta Degl’Innocenti ti aspetta con un nuovo corso sul tema in partenza il 4 novembre a Palazzo Ducale (scopri tutte le info).

Dall’oblio alla rinascita

Molte di queste autrici vissero una doppia marginalità: quella di essere donne in un mondo letterario dominato dagli uomini, e quella di aver trattato temi scomodi per l’epoca – il corpo, il desiderio, la libertà, la solitudine femminile. Alba De Cèspedes, con romanzi come Dalla parte di lei o Quaderno proibito, indagava la condizione della donna borghese nel dopoguerra, anticipando le riflessioni del femminismo degli anni Settanta. Fausta Cialente, cosmopolita e anticonformista, con Cortile a Cleopatra o Le quattro ragazze Wieselberger, costruiva personaggi femminili complessi, sospesi tra mondi e identità. Elsa De Giorgi, attrice e scrittrice, raccontava la propria esperienza intellettuale e politica, mentre Livia De Stefani portava nella narrativa la voce aspra e autentica della Sicilia.

Nonostante il loro talento e la risonanza che ebbero in vita, queste scrittrici furono progressivamente espulse dal canone letterario. Le storie della letteratura le citarono appena; le ristampe scomparvero; i loro romanzi divennero introvabili. Il silenzio durò decenni, fino a oggi.

Una sorellanza tra generazioni

Il merito del loro ritorno è dovuto in gran parte alle scrittrici contemporanee che hanno scelto di restituire loro visibilità. Melania G. Mazzucco, Sandra Petrignani e Giulia Caminito, tra le altre, si sono fatte promotrici di un dialogo ideale tra generazioni, curando nuove edizioni, scrivendo prefazioni, raccontando queste autrici nelle scuole e nei festival.
Mazzucco, in particolare, ha rilanciato l’opera di Alba De Cèspedes attraverso la prefazione alle ristampe per Mondadori, sottolineando quanto le sue protagoniste parlino ancora alle donne di oggi. Petrignani, da tempo impegnata nel recupero di voci femminili dimenticate, ha curato e raccontato Cialente e De Giorgi, mentre Caminito ha più volte ricordato come la sua formazione letteraria sia stata nutrita proprio da queste letture “ritrovate”.

Si può parlare, dunque, di una sorellanza letteraria: un gesto di riconoscenza verso chi, prima di loro, aveva osato raccontare l’esperienza femminile con autenticità e libertà. In questo senso, il revival non è solo editoriale, ma anche politico e culturale: un atto di riscrittura della memoria collettiva.

Un nuovo canone possibile

La riscoperta di queste autrici apre la strada a una rilettura del canone novecentesco. Non si tratta solo di aggiungere nomi a un elenco, ma di cambiare prospettiva: di riconoscere che la letteratura italiana del Novecento è stata anche, e in modo significativo, una letteratura di donne, spesso dimenticate o censurate.

Oggi, grazie a case editrici attente e a un pubblico curioso, le loro opere tornano a circolare, a essere studiate e amate. Le loro parole, così moderne e necessarie, ci ricordano che la storia della letteratura è sempre un cantiere aperto — e che per scrivere il futuro bisogna, prima di tutto, ascoltare le voci del passato.

Per saperne di più, iscriviti al corso: l’appuntamento è a Palazzo Ducale (Sala delle Donne) con un programma di tre incontri, ogni martedì a partire dal 4 novembre dalle 15:30 alle 17:30. Ti aspettiamo!

 

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